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La necropoli salvata dal cemento accolto il ricorso, restano i vincoli

marzo 6, 2011 | Alberto

Ho sempre ritenuto che il nostro patrimonio culturale e paesaggistico sia il nostro petrolio, infatti gli amministratori pubblici italiani, consci di questa ricchezza, né hanno sempre avuto cura come nella vicenda raccontata nel post qui sotto.

La necropoli di Tuvixeddu salvata dal cemento

da repubblica.it

SULLA NECROPOLI cagliaritana di Tuvixeddu, con le tombe risalenti all’età punica, non calerà il cemento. Il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza che dovrebbe chiudere una delle vicende più tormentate nella storia recente della tutela in Italia, fissando una serie di principi che potrebbero valere in altre circostanze. La sesta sezione (presidente Giuseppe Severini) ha accolto il ricorso della Regione Sardegna e di Italia Nostra e ha confermato i vincoli che l’allora governatore Renato Soru impose su cinquanta ettari punteggiati da migliaia di sepolture scavate dal VI secolo a. C., quando l’isola fu conquistata dai cartaginesi. È stata così annullata la sentenza del Tar che tre anni fa aveva confermato 1 un accordo fra il Comune e il gruppo Coimpresa per edificare nell’area fra Tuvixeddu e il colle di Tuvumannu 260 mila metri cubi di edifici: un quartiere di lusso con vista su un paesaggio pregiatissimo.

LE IMMAGINI 2

I giudici hanno sposato integralmente le tesi sostenute da Soru e dal direttore regionale dei beni culturali Elio Garzillo, in pensione da un anno. Hanno dato rilievo al fatto che dopo l’accordo fra il Comune e i costruttori erano state rinvenute altre tombe e che dunque era necessario estendere l’area sottoposta a vincolo. Secondo
i giudici vanno sottoposti a tutela i beni archeologici, ma anche il contesto paesaggistico in cui questi sono inseriti: “Cura dell’interesse pubblico paesaggistico”, si legge nella sentenza, “concerne la forma circostante, non le strette cose infisse o rinvenibili nel terreno con futuri scavi”.

Ma c’è un altro punto di interesse generale nella sentenza. È il passaggio nel quale si sostiene che se il paesaggio è già gravemente manipolato, non è una buona ragione per scempiarlo ulteriormente. Questo argomento viene spesso sventolato da chi propone di costruire in zone di pregio, ma occupate da altri edifici o da stabilimenti industriali. Al contrario, scrivono i giudici, se un paesaggio ha perso la propria integrità questo è un motivo in più per attivare forme maggiormente rigorose di tutela.

L’area di Tuvixeddu è nel cuore di Cagliari, è un colle che sorge di fronte allo stagno di Santa Gilla. Da anni è sottoposta a molte forme di violenza e di degrado. Tante tombe sono ridotte a discarica e il luogo in cui c’è il maggior numero di sepolture è invisibile dalla strada, oscurato da una cortina di edifici alti sei piani. Per la tutela della necropoli si battono da anni personalità della cultura e della politica. Lunghi servizi sono comparsi sul Times e sulla Süddeutsche Zeitung. Ora la sentenza del Consiglio di Stato mette una parola forse definitiva su questa travagliata storia.

(05 marzo 2011)

Stupro in caserma, indagati tre carabinieri e un vigile

marzo 6, 2011 | Alberto

La caserma dei CC dove sarebbe avvenuto lo stupro


Un nuovo caso di violenza da parte delle Forze dell’Ordine riporta alla luce il problema di chi “controlla i controllori”. Purtroppo negli ultimi anni stanno emergendo sempre più frequentemente casi di violenza o abusi da parte di chi indossa una divisa -e chissà quanti sono rimasti taciuti o lasciati cadere nel dimenticatoio-. Ovviamente la mia non è una condanna a priori, non sono di certo come certi politici che esigono una giustizia (da intendersi condanna) rapida, severa ed inflessibile per zingari, anarchici o immigrati se sospettati di un reato. So benissimo che i tre carabinieri e il vigile sono solo dei sospettati e so che le Forze dell’Ordine sono composte da persone oneste e perbene le quali onorano l’uniforme da loro indossata, ma, secondo me, il rispetto non deve trascendere nella difesa “a spada tratta”, se non addirittura nell’adorazione idolatrica (La Russa ti fischiano le orecchie, per caso?); per questo motivo il controllo sui controllori deve essere più severo ed inflessibile rispetto a tutti gli altri cittadini, proprio perché il ruolo sociale ricoperto da poliziotti e carabinieri è delicato ed importante. Mi auguro che l’inchiesta non sia un fuoco di paglia e un’effimera cagnara per poi approdare in un nulla di fatto giudiziario.

Di seguito posto l’articolo della cronaca romana di repubblica.it riguardante la vicenda.

da repubblica.it
Sono tutti indagati per violenza sessuale, pur con ruoli diversi, i tre carabinieri e il vigile urbano denunciati da una donna che li accusa di averne abusato nella stazione dell’Arma al Quadraro nella notte mercoledì 23 e giovedì 24 febbraio dove era detenuta dopo un arresto in flagranza per furto.

Massimo riserbo a piazzale Clodio dove si è tenuta una lunga riunione tra il procuratore aggiunto Maria Monteleone, il sostituto Eleonora Fini e il colonnello Lorenzo Sabatino del nucleo operativo del comando provinciale di Roma dei carabinieri. Tutti indagati i quattro, ma gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza sui singoli ruoli.

L’avvocato di uno dei carabinieri coinvolti: non c’è stato stupro. Secondo la denuncia della donna però lo stupro sarebbe stato compiuto materialmente da un solo carabiniere. Ciò comunque non esclude eventuali condotte omissive da parte di chi non avrebbe impedito la violenza e di chi avrebbe posto la donna in una posizione di sottomissione psicologica. Tre degli indagati sono già stati sentiti dagli inquirenti, davanti ai quali si sono presentati spontaneamente dopo aver appreso della denuncia della donna. Anche il quarto, uno dei carabinieri, aveva fatto la stessa scelta, ma preso da una crisi di pianto e di stress, si è reso necessario rinviare l’atto istruttorio. Al vaglio degli inquirenti anche l’attendibilità della donna, che è già stata sentita dai pm nei giorni scorsi.

“Ho appreso con sconcerto di questo gravissimo episodio su cui bisogna fare immediatamente chiarezza. Sono sicuro che l’arma prenderà immediati provvedimenti per contribuire all’accertamento delle responsabilità e per isolare eventuali mele marce che, in ogni caso, non possono incrinare la fiducia che i romani hanno nei confronti dei carabinieri”. E’ il commento del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sulla presunta violenza sessuale sulla quale la Procura di Roma sta indagando e che sarebbe avvenuta nella caserma del Quadraro.

Una storia delicata raccontata da una donna arrestata quella stessa notte, che poi ha denunciato di essere stata violentata da due carabinieri mentre era detenuta in una cella di sicurezza. Altre due persone avrebbero invece controllato che non arrivasse nessuno. La vicenda risale alla settimana scorsa quando la 32enne si è presentata in stato confusionale al pronto soccorso del Casilino, raccontando ai medici che era stata violentata in una caserma da alcuni militari dopo che era stata arrestata. I sanitari le hanno consigliato di fare denuncia e l’indagine è così partita.

I carabinieri coinvolti nella vicenda sono stati allontanati dai reparti territoriali di Roma e trasferiti in uffici non al contatto con il pubblico di Torino, Milano e Cagliari. Il vigile urbano coinvolto nella vicenda, quando è avvenuto l’episodio, non era in servizio e sarebbe ancora effettivo preso il gruppo di appartenenza della polizia municipale di Roma. Due delle quattro persone coinvolte nella denuncia avrebbero negato di aver avuto alcun rapporto sessuale con lei.

Intanto l’Arma, parallelamente alla vicenda giudiziaria ha avviato accertamenti disciplinari al termine dei quali non è esclusa una sospensione dei carabinieri coinvolti. Sulla vicenda il comandante provinciale di Roma, colonnello Maurizio Detalmo Mezzavilla, ha voluto sottolineare che “i fatti denunciati sono gravissimi e perciò oggetto di indagini accurate e rigorose da parte della magistratura e dell’Arma”.

Il colonnello Mezzavilla ha poi aggiunto che quanto denunciato dalla donna, in attesa degli esiti giudiziari “è un fatto che nulla sottrae all’efficienza e alla dedizione delle migliaia di carabinieri che operano a Roma. Il nostro giudizio di assoluta riprovazione prescinde dalle responsabilità penali che si stanno doverosamente accertando, perchè vicende del genere contrastano con i mille atti di solidarietà che i carabinieri compiono ogni giorno”.

(04 marzo 2011)

Grande manifestazione viola ad Arcore

febbraio 7, 2011 | Alberto

Oggi pomeriggio si è tenuta una grande manifestazione della Rete Viola-Gruppi Locali ad Arcore. Nel piccolo centro brianzolo si sono dati appuntamento tutti i viola d’Italia per rinnovare la richiesta già fatta a suo tempo il 5 dicembre 2009 e il 2 ottobre 2010: le dimissioni di Berlusconi. Credo sia superfluo specificare i motivi di questa mobilitazione, ma per chi credesse che sia dovuta solo ai recenti scandali sessuali riguardanti il nostro (ahinoi) Presidente del Consiglio, beh… in sincerità (e in amicizia) gli dico: TI SBAGLI DI GROSSO! Lo scandalo Ruby è solo l’ultimo di una lunga sequela di fatti incresciosi riguardanti Mister B. Infatti non bisogna dimenticare i precedenti per Mafia, corruzione, falso in bilancio, falsa testimonianza, uso privato del proprio incarico e via dicendo (l’elenco completo sarebbe lungo da fare)…

Senza aver ancora ascoltato i commenti dei vari politici, già immagino quelli del centro-destra: “solita manifestazione contra personam”, “non fanno altro che rafforzarlo”, “il nostro governo è solido e va avanti sulla strada delle riforme” (sempre che la Lega non faccia qualche scherzetto stile 1994). A tali opinioni, in verità, rispondo: non siamo le stesse persone non propositive buone solo a prendersela con il “povero” B. Noi siamo gente stufa di avere un primo ministro indegno di tale ruolo, noi siamo stufi di vedere il dibattito politico incentrato sui fatti privati di una persona; noi vogliamo politici degni di questo nome al governo della cosa pubblica, rispettosi della legge e della Costituzione, noi vogliamo una opposizione VERA e non quella banda di mezzi morti ora denominata “centro-sinistra” (in tale raggruppamento io personalmente escludo categoricamente Fli e Udc, partiti di centro-destra). Su quest’ultimo punto si sviluppa il vero dramma dell’attuale situazione politica italiana: Berlusconi, è ormai risaputo, è indegno a governarci, ma il problema è che non esiste una vera alternativa al berlusconismo, dall’altra parte c’è una sua versione edulcorata.
Per questo motivo noi Popolo Viola ci siamo attivati, vogliamo dimostrare che gli Italiani non sono un popolo in narcolessi: non basta sostituire l’attuale sultano con un visir più discreto, vogliamo un vero cambiamento e per ottenere ciò è necessario che la gente diventi sentinella e vigilante del bene comune e contesti, anche duramente (senza il ricorso della violenza), chi si comporti come un satrapo e chi non lo ostacoli.

Dopo tale sproloquio sulle ragioni ideologiche della manifestazione, veniamo alla cronaca pura e semplice. Verso le 12 sono cominciati ad affluire i primi partecipanti in largo Vela ad Arcore, a pochi metri dalla reggia del sultano. Entusiasti, un po’ accaldati per il bel sole e con molta ironia per il recente scandalo sessuale riguardante il premier, i viola (con qualche presenza, non espressamente invitata, di Idv, Pmli e altri elettori di centro-sinistra e qualche Udc) pian piano hanno occupato tutta la piazza. Dal palco si susseguono gli ospiti e viene lanciato qualche slogan. Dopo poche ore dalla piazza si leva sempre più insistente l’invito a fare un corteo, non autorizzato dalla questura (evidentemente l’uomo più amato d’Italia ha, chissà perché, paura dei suoi amanti). Per questo motivo presto inizia ad addensarsi un sempre maggior numero di manifestanti presso i cordoni di polizia, con l’intento pacifico, di superarlo e sfilare davanti al palazzo sultanile. Ma le restistenze delle forze dell’ordine frustrano i desideri dei partecipanti all’evento, i quali, comunque, non si scoraggiano e cercano altre vie per giungere all’obiettivo, ottenendo l’aggiramento di molti cordoni e il loro PACIFICO accerchiamento (interrotto, inspiegabilmente dopo molti minuti, con un “rompete le righe” degli agenti).
Tale situazione (aggiramento-accerchiamento-ricompattamento del cordone) si ripete una seconda volta, finché, verso metà pomeriggio, si ha un momento di tensione dovuto ad una microcarica (partita senza motivo) dei Carabinieri, con tanto di avanzata contro le persone di due camionette. La situazione si calma immediatamente, perché non vi è nessun ferito e le forze dell’ordine sono avanzate solo di qualche metro. Intanto, in piazza la manifestazione volge al termine, ormai il grosso dei partecipanti è impegnata nei faccia a faccia con i poliziotti.

Un piccolo gruppo, inoquamente e pacificamente raggiunge i bordi del parco di villa san Martino, ma data l’esiguità del numero, il tutto si conclude con qualche battuta con i Carabinieri schierati. Nel fattempo, nell’altro presidio con le forze dell’ordine schierate in assetto anti-sommossa, dove c’era già stata qualche tensione appena raccontata, si ha un’ulteriore carica con tanto di contusi provocata (così si dice) da qualche petardo esploso.

A questo punto è utile sospendere la cronaca e fare una riflessione: ma è possibile che si debba schierare quasi un battaglione tra Polizia e Carabinieri per difendere un personaggio quale Berlusconi dai suoi cittadini giustamente desiderosi di avere un colloquio, civile, con il loro dipendente? Le tensioni, personalmente, sono state generate dal diniego categorico dall’autorizzare un corteo pacifico i cui scopi erano solo sfilare davanti a Villa san Martino e magari appendere qualche mutandina alla cancellata, a mo’ di scherno. Ma si sa, il gran liberale che ci governa non ama molto le contestazioni (chi scrive ricorda la carica partita nel 2006 davanti al Carlo Felice).

Riprendiamo la cronaca: verso le 18:00 ormai la manifestazione è finita, molti si incamminano per prendere il pullman che li riporterà a casa, a fronteggiarsi con la Polizia rimangono solo alcuni. Successivamente giunge notizia di ulteriori tafferugli, ma in questi è da escludersi ogni partecipazione del Popolo Viola Genova, ormai da un pezzo sulla strada per Genova.

Quanto raccontato è frutto della diretta esperienza di chi scrive, molte parti del racconto possono risultare generiche perché il sottoscritto muovendosi all’interno della manifestazione non ha assistito direttamente ad alcuni episodi (conclusione presidio in largo Vela, seconda carica dovuta a scoppio di petardi). Finché son stato presente ad Arcore non vi son stati lanci di oggetti contundenti o di altro tipo contro le forze dell’ordine. La micro-carica (la prima) a cui ho assistito è cominciata senza che vi sia stata una vera aggressione al cordone di polizia, al massimo qualche spintone (nulla in confronto alla forza che può avere un poliziotto con casco e scudo).

Tutti ad Arcore per chiedere le dimissioni a Berlusconi

febbraio 5, 2011 | popolo viola genova

COMUNICATO

MISSIONE ARCORE

MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER CHIEDERE LE DIMISSIONI
DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI

Il Popolo Viola Milano in collaborazione con la Rete Viola Gruppi Locali si mobilita per dare sfogo alle voci di protesta dei Cittadini Italiani che lamentano ormai da anni l’emergenza democratica che il Paese sta affrontando a causa delle vicende giudiziarie e personali del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
L’emergenza democratica si è concretizzata, e continua tuttora, con la mancata attuazione da parte dell’attuale esecutivo di Riforme ed azioni concrete per contrastare la crisi economica. L’Italia è agli ultimi posti per l’occupazione e la crescita mentre rimane al vertice delle classifiche per disoccupazione, debito pubblico e corruzione.
Aggravante della situazione socio-economica è la condizione impietosa a cui sono ridotti i Cittadini Italiani ad assistere quotidianamente all’abuso sistematico, da parte del Presidente del Consiglio, dei mezzi di comunicazione di massa a meri fini propagandistici per attaccare chiunque gli chieda conto delle inchieste per le quali è indagato che emergono dagli Atti della Procura della Repubblica di Milano, invece di presentarsi ai Pubblici Ministeri come un normale Cittadino per dimostrare la sua estraneità ai gravissimi reati contestati; Favoreggiamento della Prostituzione Minorile e Concussione ai danni dei Funzionari della Questura di Milano.

Questo è l’ultimo di una serie di scandali che coinvolgono Silvio Berlusconi ma che troppo spesso vengono messi in secondo piano opacizzati dai gossip come il “bunga bunga”; ad esempio i discutibili rapporti personali intercorsi con il deceduto “stalliere” Vittorio Mangano (definito “eroe” ma esponente di spicco della mafia e pluri-omicida), oppure il patto di ferro che lo lega al Senatore Marcello Dell’Utri (braccio destro e co-fondatore di Forza Italia – condannato a 7 anni in Appello per concorso esterno in Associazione mafiosa) e a Nicola Cosentino (coordinatore PdL in Campania e sul quale pende una richiesta d’arresto per camorra respinta dai partiti della maggioranza PdL e Lega Nord in Parlamento), oppure i continui attestati di amicizia all’ex ministro Cesare Previti (condannato in via definitiva e interdetto dai pubblici uffici).
Non si dimenticano né si sottovalutano le insistenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia che chiamano in causa il Presidente del Consiglio quale referente politico verso il quale convogliare il consenso elettorale nel periodo di pax militare successivo alle stragi del 1992-’93.

Il Popolo Viola di Milano e la Rete Viola Gruppi Locali, insieme alla Società Civile che condivide il presente Appello, chiedono quindi le immediate dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi secondo i dettami, ampiamente compromessi, dell’Art. 54 della Costituzione Italiana che prescrive:

“i Cittadini cui sono affidate Funzioni Pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla Legge”,

Fatte salve le indicazioni da parte delle Autorità preposte alla Vigilanza sull’Ordine Pubblico (che verrano comunicate in tempo reale) tutte le forze democratiche del Paese, ovvero la Società Civile, le Associazioni, i Comitati, i Movimenti, che hanno ancora la forza di indignarsi per recuperare il senso dell’Etica e della Morale Pubblica sancite dalla Costituzione, sono invitati a mobilitarsi per

ARCORE
(provincia di monza e brianza)

DOMENICA 6 FEBBRAIO 2011

LARGO DELLA VELA – MUNICIPIO
La pagina su Facebook per il 6 febbraio ad Arcore: http://www.facebook.com/pages/Arcore-Manifestazione-Nazionale-per-le-dimissioni-di-S-Berlusconi/141115729282659

Riferimenti Organizzativi e Rete Viola Gruppi Locali:
Federico Ferme Popolo Viola Milano tel. 339 7427980 federicoferme@tiscali.it
Samuela Bellini Popolo Viola Brescia tel. 333 4735112 samuela.bellini@hotmail.it
Simonetta Zandiri Resistenza Viola Piemonte tel. 348 2717842 simonetta.zandiri@me.com
Isabella Occhi Popolo Viola Modena tel. 335 8371427 HYPERLINK “mailto:i.occhi@yahoo.it”i.occhi@yahoo.it
Christian Di Chiara Popolo Viola Modena tel. 392 5604810 chdichi@tin.it

http://www.reteviola.org

Per le partenze da Genova telefonate al 331-1366879 (Angela).

Nuova truffa con la carta di credito

gennaio 29, 2011 | Alberto

Attenzione, ho ricevuto questa e-mail tramite un conoscente, chiunque abbia una carta di credito legga con cura quanto sto per riportare.

Consiglio di girare questa e-mail anche ad amici e conoscenti per evitare
spiacevoli sorprese.
Una delle più importanti banche del Canada (più precisamente la Royal Bank of Canada) sta allertando tutti i propri clienti circa una nuova truffa ai danni di possessori di carte di credito (VISA, Mastercard, etc.) che si sta allargando a tutto il continente americano ed è molto prevedibile che prestissimo raggiungerà l’Europa…OCCHIO, RAGAZZI !!!
La truffa si sta diffondendo dal Canada con velocità impressionante. In particolare si tratta di un modo piuttosto furbo per truffare i possessori di carte di credito, poiché questi bastardi hanno già i numeri di serie della carte e quindi NON VI CHIEDONO IL NUMERO DI SERIE DELLA VOSTRA. Questa mail potrà essere molto utile in quanto una volta capito come funziona la truffa sarete preparati e protetti dal pericolo. Funziona così. La persona vi chiamerà al telefono dicendo: “Buongiorno, mi chiamo (Nome e Cognome) e La sto chiamando dall’ufficio antifrodi della VISA (oppure Mastercard, American Express, ecc.). La mia matricola di funzionario VISA è la 12460. Le telefono perché la Sua carta è stata segnalata dal nostro sistema di sicurezza per aver fatto un acquisto insolito e io sono qui per verificare insieme a Lei se si tratta di qualcosa di illegale oppure no. Guardi, si tratta della Sua carta di credito VISA emessa dalla Banca………( vi dirà il nome della Vostra Banca) Lei ha per caso acquistato recentemente dei biglietti aerei (o qualsiasi altra cosa) per 497.99 dollari (oppure Euro) da una società via Internet che ha sede in ……. ?”
Mentre voi risponderete di no, il falso funzionario continuerà dicendo: “Guardi, Le spiego brevemente, si tratta di una società che stiamo tenendo d’occhio poiché effettua degli addebiti tra 297 e 497 dollari (Euro) per volta e restando sotto i 500 dollari non è facilmente controllabile, dato il gran numero di transazioni che effettua ogni giorno in tutto il mondo. Ad ogni modo, se Lei mi conferma di non aver effettuato con la sua carta nessun acquisto Internet per biglietti aerei di questo importo, con il suo aiuto abbiamo potuto appurare che si tratta di un tentativo di frode e così questa somma Lei la vedrà addebitata sull’estratto conto del mese ma le verrà contemporaneamente eseguito lo storno per lo stesso importo non dovuto,
così alla fine il saldo sarà pari. L’estratto conto verrà inviato come al solito al Suo indirizzo che ci risulta essere in ________ (il vostro indirizzo), è corretto?”
E voi direte ovviamente di sì… Allora lui/lei continuerà dicendo: “Ok, a questo punto apro una pratica interna antifrode.
Se Lei avesse qualsiasi domanda o chiarimento da chiederci,chiami il nostro numero verde 800 …….. e chieda dell’ufficio antifrodi Internet.
Quando un mio collega le risponderà, abbia cura di dargli il codice di questa pratica che è il ………….. (vi darà un numero a sei cifre) così che potrà rispondere a tutte le sue domande. Ha annotato il codice della pratica? Vuole che glielo ripeta?”
A questo punto inizia la parte IMPORTANTE della truffa.
Il falso funzionario vi dirà:
“Un’ultima cosa ancora. Avrei bisogno di verificare se lei è davvero in possesso della sua carta: ce l’ha in mano in questo momento? Ok, allora dia uno sguardo ai numeri che trova sul retro: se guarda bene vedrà due numeri, uno di quattro cifre che è una parte del numero di serie della carta e l’altro di tre cifre (Codice di Sicurezza) che dimostra che Lei è in possesso della carta.
Queste ultime tre cifre sono quelle che vengono normalmente utilizzate per gli acquisti via Internet, poiché sono la prova che Lei possiede fisicamente la carta. Me li può leggere per favore ?” Una volta che glieli avrete letti, lui dirà: “Ok, codice corretto. Avevo solo bisogno della prova che la carta non fosse stata persa o rubata e che ne eravate ancora fisicamente in possesso.Ha qualche altra domanda da farmi ?”
Dopo che voi avete risposto di no, lui risponderà: “Molto bene, La ringrazio della collaborazione. In ogni caso non esiti a contattarci per qualsiasi necessità: buongiorno.” E metterà giù il telefono.
Da parte vostra vi sentirete sollevati… hanno tentato di truffarvi, ma il solerte servizio antifrodi della VISA vi ha salvati in tempo. In fondo non gli avete detto quasi niente di importante e lui non vi ha mai chiesto il numero della carta… INVECE HA GIA’ INCASSATO I VOSTRI SOLDI !

Già, perché gli avete letto i tre numeri del codice di sicurezza e
CERTAMENTE li ha già usati per addebitare la vostra carta.
Infatti quello che i truffatori vogliono è proprio il codice di sicurezza a
tre cifre sul retro della carta: gli altri dati se li erano già procurati,
compreso il titolare, la data di emissione, di scadenza, il numero di
serie della carta e persino il vostro indirizzo….
Mancava solo il codice di sicurezza !

Se vi dovessero chiamare con le modalità appena descritte, non date nessun riferimento e ditegli che chiamerete direttamente la VISA (oppure Mastercard, ecc.) per la verifica della conversazione: le società che emettono le carte di credito NON VI CHIEDERANNO MAI DEI CODICI : LORO LI CONOSCONO
PRIMA DI VOI !!!
Per favore, diffondete queste informazioni ai vostri familiari ed amici.

Manuela Russo – Banca d’Italia -
Servizio Informazioni Sistema Creditizio Largo Guido Carli.
00044 Vermicino – Frascati (Roma)