
Oggi pomeriggio si è tenuta una grande manifestazione della Rete Viola-Gruppi Locali ad Arcore. Nel piccolo centro brianzolo si sono dati appuntamento tutti i viola d’Italia per rinnovare la richiesta già fatta a suo tempo il 5 dicembre 2009 e il 2 ottobre 2010: le dimissioni di Berlusconi. Credo sia superfluo specificare i motivi di questa mobilitazione, ma per chi credesse che sia dovuta solo ai recenti scandali sessuali riguardanti il nostro (ahinoi) Presidente del Consiglio, beh… in sincerità (e in amicizia) gli dico: TI SBAGLI DI GROSSO! Lo scandalo Ruby è solo l’ultimo di una lunga sequela di fatti incresciosi riguardanti Mister B. Infatti non bisogna dimenticare i precedenti per Mafia, corruzione, falso in bilancio, falsa testimonianza, uso privato del proprio incarico e via dicendo (l’elenco completo sarebbe lungo da fare)…
Senza aver ancora ascoltato i commenti dei vari politici, già immagino quelli del centro-destra: “solita manifestazione contra personam”, “non fanno altro che rafforzarlo”, “il nostro governo è solido e va avanti sulla strada delle riforme” (sempre che la Lega non faccia qualche scherzetto stile 1994). A tali opinioni, in verità, rispondo: non siamo le stesse persone non propositive buone solo a prendersela con il “povero” B. Noi siamo gente stufa di avere un primo ministro indegno di tale ruolo, noi siamo stufi di vedere il dibattito politico incentrato sui fatti privati di una persona; noi vogliamo politici degni di questo nome al governo della cosa pubblica, rispettosi della legge e della Costituzione, noi vogliamo una opposizione VERA e non quella banda di mezzi morti ora denominata “centro-sinistra” (in tale raggruppamento io personalmente escludo categoricamente Fli e Udc, partiti di centro-destra). Su quest’ultimo punto si sviluppa il vero dramma dell’attuale situazione politica italiana: Berlusconi, è ormai risaputo, è indegno a governarci, ma il problema è che non esiste una vera alternativa al berlusconismo, dall’altra parte c’è una sua versione edulcorata.
Per questo motivo noi Popolo Viola ci siamo attivati, vogliamo dimostrare che gli Italiani non sono un popolo in narcolessi: non basta sostituire l’attuale sultano con un visir più discreto, vogliamo un vero cambiamento e per ottenere ciò è necessario che la gente diventi sentinella e vigilante del bene comune e contesti, anche duramente (senza il ricorso della violenza), chi si comporti come un satrapo e chi non lo ostacoli.
Dopo tale sproloquio sulle ragioni ideologiche della manifestazione, veniamo alla cronaca pura e semplice. Verso le 12 sono cominciati ad affluire i primi partecipanti in largo Vela ad Arcore, a pochi metri dalla reggia del sultano. Entusiasti, un po’ accaldati per il bel sole e con molta ironia per il recente scandalo sessuale riguardante il premier, i viola (con qualche presenza, non espressamente invitata, di Idv, Pmli e altri elettori di centro-sinistra e qualche Udc) pian piano hanno occupato tutta la piazza. Dal palco si susseguono gli ospiti e viene lanciato qualche slogan. Dopo poche ore dalla piazza si leva sempre più insistente l’invito a fare un corteo, non autorizzato dalla questura (evidentemente l’uomo più amato d’Italia ha, chissà perché, paura dei suoi amanti). Per questo motivo presto inizia ad addensarsi un sempre maggior numero di manifestanti presso i cordoni di polizia, con l’intento pacifico, di superarlo e sfilare davanti al palazzo sultanile. Ma le restistenze delle forze dell’ordine frustrano i desideri dei partecipanti all’evento, i quali, comunque, non si scoraggiano e cercano altre vie per giungere all’obiettivo, ottenendo l’aggiramento di molti cordoni e il loro PACIFICO accerchiamento (interrotto, inspiegabilmente dopo molti minuti, con un “rompete le righe” degli agenti).
Tale situazione (aggiramento-accerchiamento-ricompattamento del cordone) si ripete una seconda volta, finché, verso metà pomeriggio, si ha un momento di tensione dovuto ad una microcarica (partita senza motivo) dei Carabinieri, con tanto di avanzata contro le persone di due camionette. La situazione si calma immediatamente, perché non vi è nessun ferito e le forze dell’ordine sono avanzate solo di qualche metro. Intanto, in piazza la manifestazione volge al termine, ormai il grosso dei partecipanti è impegnata nei faccia a faccia con i poliziotti.
Un piccolo gruppo, inoquamente e pacificamente raggiunge i bordi del parco di villa san Martino, ma data l’esiguità del numero, il tutto si conclude con qualche battuta con i Carabinieri schierati. Nel fattempo, nell’altro presidio con le forze dell’ordine schierate in assetto anti-sommossa, dove c’era già stata qualche tensione appena raccontata, si ha un’ulteriore carica con tanto di contusi provocata (così si dice) da qualche petardo esploso.
A questo punto è utile sospendere la cronaca e fare una riflessione: ma è possibile che si debba schierare quasi un battaglione tra Polizia e Carabinieri per difendere un personaggio quale Berlusconi dai suoi cittadini giustamente desiderosi di avere un colloquio, civile, con il loro dipendente? Le tensioni, personalmente, sono state generate dal diniego categorico dall’autorizzare un corteo pacifico i cui scopi erano solo sfilare davanti a Villa san Martino e magari appendere qualche mutandina alla cancellata, a mo’ di scherno. Ma si sa, il gran liberale che ci governa non ama molto le contestazioni (chi scrive ricorda la carica partita nel 2006 davanti al Carlo Felice).
Riprendiamo la cronaca: verso le 18:00 ormai la manifestazione è finita, molti si incamminano per prendere il pullman che li riporterà a casa, a fronteggiarsi con la Polizia rimangono solo alcuni. Successivamente giunge notizia di ulteriori tafferugli, ma in questi è da escludersi ogni partecipazione del Popolo Viola Genova, ormai da un pezzo sulla strada per Genova.
Quanto raccontato è frutto della diretta esperienza di chi scrive, molte parti del racconto possono risultare generiche perché il sottoscritto muovendosi all’interno della manifestazione non ha assistito direttamente ad alcuni episodi (conclusione presidio in largo Vela, seconda carica dovuta a scoppio di petardi). Finché son stato presente ad Arcore non vi son stati lanci di oggetti contundenti o di altro tipo contro le forze dell’ordine. La micro-carica (la prima) a cui ho assistito è cominciata senza che vi sia stata una vera aggressione al cordone di polizia, al massimo qualche spintone (nulla in confronto alla forza che può avere un poliziotto con casco e scudo).